La ricerca del tartufo bianco pregiato
Montalcinello · Chiusdino · 17 km dall’Abbazia di San Galgano
Una mattina nei boschi di una tenuta privata: Alessio, il suo cane e tre ettari di tartufaia naturale. Il tartufo si mangia poche ore dopo, sui tagliolini.
- La tartufaia
- 3 ettaritartufaia naturale riconosciuta
- Ospiti
- 4 – 12gruppi privati
- Durata
- 2 oreuscita del mattino
- Tariffa
- €175a persona
L'esperienza
Il tartufo bianco non si coltiva. Si cerca.
Il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è il più raro fra tutti i tartufi. A differenza del nero, coltivato ormai da decenni in tartufaie dedicate, il bianco nasce solo spontaneamente nel terreno, in simbiosi con le radici di querce, pioppi e salici — nel bosco come lungo un fosso o un corso d’acqua — e in pochissime zone al mondo, fra cui la Toscana. Nessun impianto commerciale è finora riuscito a riprodurlo su scala reale: è questo, prima ancora del sapore, a renderlo incomparabile a qualsiasi altro tartufo.
Il Podere Poggiarello custodisce quasi tre ettari di tartufaia naturale, riconosciuta ufficialmente: l'unica all'interno del comune di Chiusdino. Un bosco misto di querce, pioppi e salici, dove il tartufo nasce da sé e la terra viene solo accompagnata.
Siamo in una parte del senese più selvatica e meno patinata, non facilissima da raggiungere — ed è esattamente questo il motivo per venirci. L'esperienza è privata, da quattro a dodici persone, un gruppo alla volta.
Il cane si ferma, gratta due volte la terra e aspetta. Da lì in poi è questione di mani.Alessio, tartufaio

Il programma
Come si svolge la giornata
Cinque momenti, circa due ore in tutto. Ritrovo alle 11 all'ingresso di Montalcinello.
Il ritrovo a Montalcinello
Ci si trova all'ingresso di Montalcinello, un piccolo borgo di pietra sulle colline del comune di Chiusdino, alle 11 in punto. Presentazioni, due parole sul programma, e si parte insieme verso il podere: pochi minuti tra boschi e campi.
Aperitivo di benvenuto al podere
Si comincia da tavola, per scaldarsi: formaggi delle colline vicine e un bicchiere di vino locale. Chi vuole trova stivali di gomma della propria taglia. Alessio, il tartufaio che ci accompagna, racconta il mestiere prima di cominciare — come si legge un terreno, perché certe piante e non altre, che cosa cambia in una tartufaia riconosciuta.
La cerca con Kora
Si cammina per circa un'ora dietro a Kora, il lagotto romagnolo di Alessio: l'unica razza al mondo selezionata proprio per questo lavoro. È lei a condurre il gruppo — annusa, torna indietro, insiste. Spesso c'è anche Stella, che il mestiere lo sta ancora imparando e per ora guarda. Lungo il cammino Alessio mostra i trucchi della cerca e racconta gli aneddoti di una vita passata in questi boschi.
Il ritrovamento
Quando Kora si ferma e comincia a scavare, Alessio la raggiunge con il vanghetto e apre la terra con cura, per non rovinare né il tartufo né la pianta. Quello che esce è ancora freddo di suolo: si pulisce appena, si annusa, passa di mano in mano.
A tavola, in paese
Si rientra in paese. In un ristorante della zona — fra Montalcinello e Chiusdino — il tartufo finisce sui tagliolini tirati a mano, grattugiato al momento, davanti a un bicchiere di rosso delle colline senesi.
I cani e il tartufaio
Due cani, due modi di cercare
Kora è un lagotto romagnolo, l'unica razza al mondo selezionata specificamente per la cerca del tartufo: pelo riccio e impermeabile, taglia media, olfatto straordinario, concentrazione ostinata. Stella non ha pedigree — è una meticcia arrivata da San Miniato, e il mestiere lo sta ancora imparando: nella cerca il carattere e l'addestramento contano quanto la razza. Lavorano per il gioco e per il loro tartufaio, non per il tartufo, che per loro non ha nessun sapore.
Alessio è del posto e conosce questi boschi da sempre. È lui a decidere il percorso di giornata, in base al vento, all'umidità e a quello che il cane racconta — e a riempire la camminata di storie, trucchi e aneddoti che nessuna guida può insegnare.
A tavola
Tagliolini, e nient'altro intorno
Aperto, il tartufo bianco mostra una polpa chiara percorsa da venature sottili: è da lì che viene il profumo. Non si cucina — si grattugia crudo, all'ultimo momento, su una pasta calda e semplice. Per questo la tavola che chiude l'esperienza è volutamente essenziale: tagliolini tirati a mano e tartufo bianco grattugiato al momento.
A tavola ogni ospite riceve circa 12 grammi di tartufo fresco, grattugiato al momento: più di quanto ne serva un buon ristorante. Il tartufo trovato durante l'uscita resta della tenuta — la cerca è un'esperienza, non un raccolto. E il tartufo a tavola è garantito, anche nelle rare giornate in cui il bosco non conceda nulla.
Ci si siede in un ristorante della zona, scelto di volta in volta fra Montalcinello e Chiusdino. Il tartufo lo portiamo noi ed è compreso nel prezzo; il resto del pasto ciascuno lo salda direttamente sul posto — sui 20 € a persona fra antipasto, primo e vino. Preferiamo che sia così: quei soldi restano all'oste che ci ospita, e ognuno ordina quello che desidera invece di quello che avremmo scelto noi. Le esigenze alimentari particolari vanno segnalate al momento della prenotazione.
Il podere
Tre ettari, e tutto quello che ci sta intorno
La tartufaia è solo una parte della tenuta: prati, un laghetto, filari di rose, orchidee selvatiche lungo i fossi e boschi di querce, pioppi e salici che cambiano colore a ottobre. Chi arriva per il tartufo, di solito, si ferma a guardare.


















Informazioni pratiche
Prima di venire
- Quando
- Su prenotazione, nella stagione del bianco pregiato: da ottobre a dicembre. Ritrovo alle 11 all'ingresso di Montalcinello, si cammina dalle 12, si è a tavola nel primo pomeriggio.
- Partecipanti
- Minimo 4, massimo 12 persone. L'esperienza si svolge in forma privata, per un solo gruppo alla volta.
- Durata
- Circa due ore: l'aperitivo di benvenuto, un'ora di cerca nel bosco, poi ci si sposta a tavola.
- Cosa portare
- Abbigliamento comodo e una giacca impermeabile. Gli stivali di gomma li mettiamo a disposizione noi: indicate la taglia alla prenotazione.
- Lingue
- Italiano e inglese.
- Come arrivare
- Ritrovo all'ingresso di Montalcinello (Chiusdino, SI), a soli 17 km dall’Abbazia di San Galgano. Si raggiunge in auto; strade di collina, ultimo tratto di sterrato. Bambini benvenuti se accompagnati: il percorso è su terreno naturale, con pendenze leggere.
- Se piove
- Si esce lo stesso: il tartufo si cerca anche sotto la pioggia, e con la terra umida il naso del cane lavora meglio. Solo con maltempo davvero forte spostiamo l'uscita a un'altra data, oppure rimborsiamo per intero. La decisione si prende il giorno prima, quando le previsioni sono attendibili.
- Disdette
- La prenotazione si può annullare senza spese fino a 48 ore prima dell'uscita.
- Pagamento
- Alla prenotazione si versa il 50%. Il giorno prima confermiamo l'uscita guardando le previsioni, e si salda il resto. Se siamo noi ad annullare per maltempo, l'acconto torna indietro per intero — o si sposta a un'altra data. Si paga con carta, tramite un link sicuro che inviamo per email.
Tariffa
Che cosa comprende
€175a persona · minimo 4 partecipanti
Incluso
- Accompagnamento di Alessio, tartufaio locale, e di Kora, il suo lagotto
- Accesso alla tartufaia privata del Podere Poggiarello
- Aperitivo di benvenuto: formaggi locali e un bicchiere di vino
- Stivali di gomma in tutte le taglie
- Circa 12 g di tartufo fresco a persona, grattugiato al momento sui tagliolini
- Accompagnamento in italiano o in inglese
Si paga al ristorante
- Il pasto al ristorante, che ciascuno salda direttamente sul posto — sui 20 € a persona fra antipasto, primo e vino
- Il viaggio fino a Montalcinello
Preferiamo che sia così. Il tartufo lo portiamo noi e resta compreso nel prezzo; il conto del pasto, invece, resta all'oste che ci ospita. E ognuno ordina quello che desidera, invece di quello che avremmo scelto noi.

Prenotazioni
Scriveteci
Indicate il periodo e il numero di partecipanti. Rispondiamo entro 24 ore con disponibilità e conferma.